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Si pensi ad un luogo, abbracciato dal mare e dalla montagna, con i sentimenti di un grande paese e i servizi di una piccola città, con il fascino selvaggio dell’intatto e la grinta della località turistica.Si pensi a Reggio Calabria. Fondata nell’VIII secolo a.C. dai coloni di Calcide, città dell’isola di Eubea, “Reghion” divenne presto una delle capitali della Magna Grecia. Con una vocazione ad esser contesa e un destino indissolubilmente legato al suo caro mare, la città, tormentata come poche altre, rilegge nel proprio passato il convulso passaggio da una dominazione all’altra. Greca, poi municipio romano nell’89 a.C., devastata dai Visigoti e conquistata dagli Ostrogoti, e ancora Saraceni, Longobardi, Bizantini, Normanni. Ogni popolo avrebbe voluto tenere per sé quella terra tanto facile da calpestare ma tanto difficile da ammaestrare. Reggio non dimentica.

 
Reggio porta su di se i segni forti di culture lontane.Il centro storico si snoda lungo un’ unica arteria, il C.so G. Garibaldi, che inizia e finisce con le due perle della città: da un capo il Museo Internazionale della Magna Grecia, unico in Italia e nel mondo per la vastità delle sue collezioni di reperti; è qui che sono ancora oggi custoditi la Testa di Filosofo, la Testa di Basilea, i pinakes, i celebri guerrieri ritrovati a largo della costa nel 1972, i Bronzi di Riace.
Dall’altro capo il Duomo che, con le sue forme neo-romantiche disegnate da Carmelo Angiolini, è l’ideale per i palati culturali più fini. In un cammino di appena un chilometro, tra l’esplosione Liberty dei palazzotti ricostruiti sui modelli tipici dell’architettura urbana della Reggio ottocentesca, e le boutique di alto livello, è davvero difficile non fare tappa davanti ai gioielli che la città vanta: dal Teatro F. Cilea, con le sue bianche facciate recentemente rimodernate, al Castello Aragonese, medievale in tutto il suo essere. Basta abbandonare, poi, l’arteria principale, guardare a sud, seguire il suono del mare e fare pochi passi: ci si troverà di fronte ad uno degli scenari più particolari che si possano immaginare. Una lingua di mare e terra e monti e colori forti a pochissimi chilometri. Sembra di poterla toccare quella Sicilia, lasciandosi alle spalle palme, ficus, e rarissime specie di piante tropicali che disciplinate popolano il lungomare. Reggio porta con sé tutta la sua mediterraneità,profumo di zagara e bergamotto, sapore salato di Mediterraneo, sole di Sud.

Ma il viaggio continua… Sulla Costa Tirrenica, dove l’Aspromonte bruscamente lascia il posto al mar Tirreno, sorge Scilla, il piccolo paese guardato dal basso dai suoi cari pescatori e custodito dall’alto dal Castello dei Ruffo, silente e maestoso su un' erte rupe a ridosso delle acque . L’anima chiassosa del paese si dissolve lentamente nella “marina grande”: una baia da sogno, con un mare inviolato e un lungomare brulicante di gelaterie, pizzerie, disco-pub e ristorantini tipici in cui assaporare dell’ottimo pesce appena pescato è norma. In prossimità del porticciolo si trova la chiesa di Spirito Santo, pregevole esempio di barocco Calabrese. Guardare un po’ più in là, tra le rocce selvagge, domite solo al tocco del mare, significa scoprire la vera perla di Scilla: Chianalea, borgo di pescatori abituati a sentire gli schiaffi delle onde controle case (i catoi) abitate. A pochi chilometri si trova Bagnara , arcaica nella sua pratica di pesca del pesce spada con le famose “Passerelle”. Proseguendo verso nord sorge Palmi, luogo che testardamente persevera costumi unici nel loro genere, come la processione della “Varia”, e gelosamente conserva la tradizione alMuseo di Etnografia e Folklore (esposizione di costumi, ceramiche ,terracotte, presepi, ed antichi strumenti utilizzati per lavorare i campi). A circa un’ora di auto, sorge un’altra “perla della Calabria”, Tropea che, oltre il turchese delle sue acque, è ricca di storia, e a farne accenno sono i portali barocchi che si articolano stranamente tra le strette stradine medievali. Sospesa tra Occidente e Oriente, la Costa Jonica è un susseguirsi di spiagge incontaminate e millenarie roccaforti.

Il primo centro balneare è Melito Porto Salvo, lingua di terra in cui Garibaldi sbarcò con i suoi Mille per ben due volte. E poi un paese dietro l’altro senza fermarsi: Capo Spartivento, Palazzi, Brancaleone. Località che vanno veloci come il vento, il vento vero s’intende, celebri proprio per questa loro caratteristica che permette di praticare del vero “Surf” da onda.D’obbligo una sosta a Locri Epizefiri, antica colonia greca, città della dea Persefone, vasta zona archeologica con templi, necropoli e l’antico anfiteatro. E ancora più sud Riace, dalle cui acque sono stati rinvenuti i famosissimi Bronzi di Riace custoditi nel Museo Internazionale della Magna Grecia a Reggio Calabria, Caulonia altra colonia greca, e “Stilo” che, con la sua cattolica, è il cuore della Calabria bizantina. Poco lontano sorge Gerace antico borgo medievale con la sua cattedrale, una delle più grandi della Calabria costruita intorno all’anno mille, e la Chiesa di San Francesco, in cui sculture del 300 e da dove si scorge un panorama mozzafiato.
 
 
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